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Freddie Mercury
| Gli anni
al collegio St. Peters |
All’età di 8 anni Freddie
iniziò a frequentare il collegio St. Peter poco fuori Bombay in India, fu
qui che i compagni iniziarono a chiamarlo Freddie. Eccellente sportivo,
dapprima pugile, lasciò poi questo sport, sotto le insistenze dalla madre,
per dedicarsi con ottimi risultati al ping-pong. Contemporaneamente
cominciava a delinearsi la sua passione per la musica. Iniziò a suonare il
piano e a frequentare il coro della scuola. E’ a questo periodo che risale
la sua prima band “The Hectics”.
"Gli Hectics, penso fossero per noi più
importanti di Elvis Presley o di chiunque altro e eravamo molto orgogliosi
di loro, in special modo le loro ragazze." – Gita Choksi, il primo amore di
Freddie.
Non furono anni del tutto spensierati, ma comunque
decisivi, perché contribuirono in maniera fondamentale a forgiare il
carattere del piccolo Bulsara:
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"Ho dei genitori di alta estrazione
sociale che mi hanno dato molto denaro? Sono stato viziato? No. I miei
genitori erano molto rigidi. Non ero solo, ho una sorella. Sono stato in
collegio per nove anni per cui non vedevo i miei genitori così spesso.
Quell'esperienza mi aiutò molto perchè mi insegnò a provvedere a me
stesso" - Freddie Mercury
"E' stupido dire che non ci sono certe
cose nei collegi. Tutto le cose che si dicono sono più o meno vere. Il
bullismo e tutto il resto. C'era un insegnante che mi correva dietro.
Non mi sconvolse perché in qualche modo non hai di fronte il problema,
ne diventi solo lentamente consapevole. E' una cosa che passa con la
vita." - Freddie Mercury |
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| I primi
anni a Londra |
Nel 1964 a causa del
clima politico rovente nel loro paese, i Bulsara lasciarono Zanzibar e si
trasferirono in un sobborgo di Londra. Per Freddie fu una svolta
fondamentale:
"Per un ragazzo come lui non c'era molto da
fare, stava sempre a guardare le riviste che venivano da oltreoceano e a
chiedersi come sarebbe essere lì" - Kashmira Cooke, la sorella di Freddie.
Nel 1966 Freddie iniziò a frequentare un corso di
illustrazione grafica alla Ealing Art School. Ma era la musica la sua vera
passione e Jimi Hendrix il suo idolo. Al college conobbe Tim Staffel, e con
lui la sua band, gli Smile, di cui facevano parte anche Roger Taylor e Brian
May. Ben presto Freddie ne divenne un sostenitore accanito. Strinse amicizia
in particolare con Roger con il quale aprì una bancarella di vestiti usati
nel mercato di Kensington. Contemporaneamente cominciò a cantare con altri
gruppi (Ibex, Wreckage, Sour Milk Sea) ma sempre con scarso successo.
Nel 1969 conseguì il diploma universitario in "Graphic
Art & Design", in quello stesso anno venne presentato a Mary Austin,
destinata a diventare la sua compagna per sei anni e amica fidata fino alla
sua morte:
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"Veniva sempre al Biba [un emporio di
Kensington] e mi girava intorno. Ci vollero 5/6 mesi prima che mi
chiedesse di uscire con lui. Cinque mesi dopo vivevamo insieme" - Mary
Austin, ex-fidanzata e amica. |
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| I Queen |
Quando, nel 1970, Tim
Staffel decise che gli Smile non avevano ottenuto il successo che sperava,
se ne andò. Mercury, May e Taylor decisero allora di formare una nuova band,
i "Queen" cui si aggiunse in seguito il bassista John Deacon. Nel 1973 fu
pubblicato il loro primo singolo, ma non ebbe molta fortuna. L'anno seguente
tuttavia "Seven seas of Rhye" arrivò al decimo posto nella classifica
inglese, segnando l'inizio dell'inarrestabile ascesa della Band. Nonostante
la critica avversa, da quel momento i Queen misero a segno un successo dopo
l'altro rimanendo, per oltre 20 anni, ai vertici delle classifiche.
Mercury fu l'autore dei più grandi successi della
band negli anni settanta: "Killer Queen", "Bohemian Rhapsody", "Somebody to
love", "We are the champions" e "Crazy little thing called love" portano
tutte la sua firma. Come cantante e intrattenitore fu la forza trainante, la
sua presenza scenica uno dei marchi di fabbrica più immediati e
riconoscibili del gruppo.
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| Il
successo e gli eccessi |
Con il successo, arrivò
il denaro e con il denaro cominciò una vita di eccessi e di stravaganze.
Anche a causa dei continui spostamenti per i concerti, finì la relazione con
Mary Austin.
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"Le cose non furono mai più le stesse
dopo il suo successo. La nostra relazione si raffreddò. Mi sentivo come
se stesse evitando ogni confronto con me. Quando tornavo a casa dal
lavoro lui non c'era. Tornava più tardi. La fine stava per arrivare. Non
eravamo più vicini come prima." - Mary Austin |
La sua vita amorosa subì una decisa svolta. Freddie
aveva iniziato a esplorare la sua complessa sessualità e si confidò con
Mary:
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"Disse: 'Penso di essere bisessuale' Gli
risposi, 'Penso che tu sia gay.'. Rimanemmo in silenzio e ci
abbracciammo. Pensai, "E' stato molto coraggioso." - Mary Austin |
Ma l'amicizia fra i due era destinata a durare
tutta la vita. Mary fu sempre un riparo sicuro per Freddie e lo aiutò a
sviare l'attenzione dei media dalla sua promiscua vita privata, apparendo al
suo braccia alle feste cui partecipava la stampa.
Freddie si concesse ai piaceri sotterranei dei club
gay di Londra, Monaco e New York, collezionando avventure lunghe una notte
con centinaia di amanti.
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"Non penso che amore e sesso possano
essere usati nella stessa frase per quanto riguarda Freddie. Il piacere
sessuale era per lui uno sfogo fisico, un'attività diversiva tanto
inutilmente utile quanto il fumo o i viaggi..." - Peter Freestone,
assistente personale di Freddie |
Freddie era molto geloso della sua privacy.
Concesse relativamente poche interviste, anche a causa di un rapporto non
esattamente idilliaco con la stampa, e non negò né confermo mai le voci
riguardanti le sue preferenze sessuali, glissando sulle domande in
proposito.
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"Sono gay come una giunchiglia" -
Freddie Mercury |
"Era una "regina di scena", non timoroso di
esprimere pubblicamente il suo essere gay, ma restio ad analizzare o a
giustificare il suo stile di vita.... Era come se Freddie Mercury dicesse al
mondo:'Sono quello che sono. E allora?' E quello di per se stesso era una
dichiarazione" - John Marshall (Gay Times 1992)
Freddie faceva uso di stupefacenti. Amava bere,
fumare, dare gigantesche feste, fare shopping e ricoprire gli amici di
regali, attività per le quali non lesinava il suo denaro.
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"Tesoro. Sono semplicemente pieno di
soldi. Sarà volgare, ma è meraviglioso! Tutto quello che desidero dalla
vita è fare un sacco di soldi e spenderli." – Freddie
Mercury |
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| L'altro
Freddie |
Ma dietro l'esuberante ed
altero showman che sul palco riusciva ad ammaliare il pubblico con i suoi
gesti e le sue pose, dietro il selvaggio ed edonista viveur, si celava un
uomo gentile e generoso, e più sorprendentemente privato, timido.
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Nella vita reale nessuno conosceva
Freddie. Era timido, nobile e gentile. Non era mai quello che era sul
palco" - Roger Taylor |
"Freddie era molto caro, ponderato e nobile.
Nella sua vita privata era l'opposto di quella star provocante. Era molto
premuroso. La sua nobiltà d'animo non era diretta solo verso gli amici e i
collaboratori, anche sconosciuti ne hanno beneficiato. Amava la gente
comune, normale. Sul palco era abbagliante, arrogante, provocatorio ma era
molto, molto umano nella vita privata" - Dave Clark, amico di
Freddie
Freddie riusciva a far convivere e allo stesso
tempo tenere separate queste sue diverse anime.
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"Freddie teneva la sua vita in rigidi
scompartimenti, e raramente si sovrapponevano." - Roger Taylor
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| Non solo
rock'n'roll |
Era un uomo pieno di
energie, incapace di starsene senza far nulla. A margine della sua attività
artistica con i Queen, riuscì a dare sfogo anche ad alcune delle sue più
grandi passioni.
Nel 1979 toccò al balletto. Fu invitato ad unirsi
al Royal Ballet in uno spettacolo di beneficenza.
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"Mi hanno fatto esercitare alla sbarra e
tutto il resto, allungare le gambe... tentare di fare delle cose in una
settimana che loro avevano fatto in anni. Era un assassinio. Dopo due
giorni ero in agonia. Mi faceva male in posti che nemmeno sapevo di
avere, caro. Poi quando arrivò la notte del galà, ero semplicemente
meravigliato dalle scene dietro il palco. Quando era ora di fare il mio
ingresso ho dovuto farmi strada tra Merle Park e Anthony Dowell e tutta
quella gente dicendo: 'Scusate, devo andare'. E' stato oltraggioso" -
Freddie Mercury |
Nove anni più tardi si concretizzo anche l'altra
sua grande passione, l'opera. Nel 1988 registrò un album con Monserrat
Caballé, grande soprano spagnolo, riscuotendo un discreto successo.
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| La
malattia |
Nella seconda metà degli
anni ottanta, abbandonò la sua vita di eccessi diventando pressoché un
recluso nella sua stupenda casa di Kensington.
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"Ho vissuto per il sesso.
Sorprendentemente, ora vivo nella maniera opposta. L'AIDS ha cambiato la
mia vita. Ho smesso di uscire, sono diventato quasi una suora. Ero
estremamente promiscuo, ma ho smesso. Quello che è più importante è che
non mi manca quel tipo di vita. Chiunque sia stato promiscuo dovrebbe
fare un test per l'AIDS. Io sto bene, sono sano" - Freddie Mercury
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Ma, sfortunatamente, quegli anni avevano lasciato
il segno. Attorno al 1987 scoprì di essere malato di AIDS. Per molto tempo
tenne nascosta la sua condizione anche alla band, e solo due giorni prima di
morire rivelò al mondo di aver contratto il micidiale virus.
A dargli conforto furono i suoi amatissimi gatti e
gli amici più intimi tra i quali Mary Austin e il suo ultimo amante, Jim
Hutton, ufficialmente impiegato come giardiniere.
Per esorcizzare il male si gettò sul lavoro. Voleva
che tutto fosse come prima.
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"Ne abbiamo parlato, lui disse: 'Avete
probabilmente capito qual è il mio problema, la mia malattia', fino ad
allora era stato sottinteso, e lui continuò 'non voglio che questo
faccia alcuna differenza, non voglio che si sappia, non voglio parlarne,
voglio solo continuare a lavorare finché sarò in grado di farlo.' Non
penso che dimenticheremo mai quel giorno. Ce ne andammo via da qualche
parte con la morte nel cuore." - Brian May |
Sfortunatamente le forze cominciarono ad
abbandonarlo. Nel 1989, dopo l'uscita dell'album "The Miracle", Freddie non
se la sentì di andare in tour. La giustificazione ufficiale fu che si voleva
interrompere la solita routine album-tour, ma la decisione diede origine ad
una ridda di illazioni sulla sua salute.
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| La morte
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Ancora un album dopodiché
il 23 novembre 1991 fece rilasciare una dichiarazione pubblica nella quale
ammetteva quello che non si poteva più nascondere. Il 24 novembre 1991 si
spense nella sua casa di Londra. Aveva 45 anni.
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"La qualità della sua vita era cambiata
così drammaticamente e ogni giorno che passava soffriva sempre di più.
Perdeva la vista. Il suo corpo si indeboliva a causa delle convulsioni.
Fu così penoso vederlo peggiorare a quel modo. Un giorno decise che ne
aveva abbastanza e smise di prendere i farmaci che lo tenevano in vita.
Spense la luce. La cosa che mi sconvolgeva fu il suo incredibile
coraggio. Guardò la more in faccia e disse, "Bene, la accetto - me ne
andrò" - Mary Austin |
Il funerale fu un affare strettamente privato cui
parteciparono solo pochi intimi.
I suoi averi (stimati in dieci milioni di sterline)
andarono, per metà a Mary Austin, che ricevette la casa di Kensington, e per
un quarto ciascuno alla sorella e ai genitori. Inoltre furono lasciate
consistenti somme ai suoi più stretti collaboratori ed amici e ad un fondo
per combattere la terribile malattia che l'aveva vinto. |
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